sabato 23 febbraio 2013

FlashArt Event Milano: Figure di malinconica poesia

Come già anticipato a chi ci segue sui social network, il 10 febbraio ci siamo recati al tanto atteso FlashArt Event, al Palazzo del Ghiaccio in zona Porta Vittoria a Milano. Vorrei dilungarmi molto su quanto sia comodo giungere in questa location tramite il meraviglioso (e poco utilizzato) passante ferroviario ma, dato che non mi sembra il blog adatto a parlare di mobilità milanese, mi concentrerò su una serie di commenti interessantissimi sulla fiera e in particolare su due artisti che hanno attirato la nostra attenzione.


Commenti sulla fiera: bella. Ok ora passiamo alla parte interessante sugli artisti..
Ovviamente sto scherzando, anche se la mia frase qua sopra potrebbe essere un iperbole negativa del concetto di base: come posso giudicare una fiera?! Se la vogliamo giudicare dal punto di vista dei grandi nomi devo dire.. non ci sono stati grandi nomi (mi riferisco ai DeChirico, Christo, Pomodoro,Burri che compaiono solitamente alle fiere, per la mia microba esperienza). Ma se la dobbiamo valutare per ciò che è nel suo piccolo con una serie limitata di gallerie scelte, in relazione a una location incredibile e gratuita per  favorire l'apertura tra arte e città, bisogna dire.. complimenti. 
Molto interessante è stata la promozione che veniva proposta all'ingresso della fiera per gli abbonamenti a FlashArt di euro 30 comprensivi di borsa dell'evento,catalogo e il numero di febbraio. Unica pecca: perchè diamine non mi avete fatto la ricevuta dopo che vi ho dato 30 euro in contanti?! 

A seguito di questa brillante recensione sulla fiera veniamo ai nostri preferiti. Coloro i quali  ci fanno tuffare nella malinconia infantile e portano l'immaginazione al suo livello più alto..(..e si siamo dei sentimentali ad amare questo genere di opere, ma l'arte è anche moto dell'anima  e quindi lo spirito vuole la sua parte).

Pino Deodato & Alice Colombo.

Cosa centrano l'uno con l'altro? Uomo - donna, meno giovane - giovane, scultura/installazione - collage.. eppure non si può non vederci un filo conduttore che li lega. Un qualcosa che si potrebbe chiamare "malinconica poesia", in cui gli omini di Deodato sono immersi, pensosi e che le ragazzine di Alice si trascinano con sé.

Le figure pensanti di Deodato interpretano, la maggior parte delle volte, vere e proprie metafore della vita attraverso cui Deodato narra "la storia dell’uomo, un viaggio fatto di successi ma anche di sconfitte e delusioni, di piccole gioie ricavate delle pagine della propria esistenza, di introspezione e di voglia di lottare, nonostante tutto, per conquistarsi quello spazio che ciascun individuo ha e deve avere nell’ universo. " 
E' un immaginario il suo che sottolinea il vuoto intorno ai suoi soggetti, li estranea dal mondo per condensare su loro il significato. -Universo- infatti è la parola chiave che mi porta a riflettere: non quell'universo buio e nero fatto di stelle luccicanti, ma un universo senza tempo e colore, bianco candido in cui si è soli con noi stessi. Ammetto che certamente le pareti della galleria su cui ho sempre visto appese le sue opere hanno fatto la loro parte nel suggerirmi questa interpretazione; ma anche se fossero state appese su una parete di un qualsiasi altro colore questo colore avrebbe provocato questo vuoto unico, omogeneo e in tinta unita che non può non catturare l'attenzione dello spettatore. E' un vuoto magnetico, una solitudine ribadita.

Lo stesso vuoto è quello che sentiamo intorno alla esili figurine di Alice impegnate a saltare da una dimensione all'altra, a fare le equilibriste su fili impercettibili e a dondolarsi in immaginari da sogno. Guardano il mondo dall'alto, viaggiano in un mondo di collage dove la fotografia si fonde con le matite colorate sopra fondi chiari, bianchi e beige. Sono le proiezioni di noi stessi nelle nostre fantasticherie, dove mischiamo il reale all'irreale, ma in cui vaghiamo sempre e solo con noi stessi, in cui nessuno oltre a noi può entrare. 




Sono artisti che, sebbene molto diversi, non possono non affascinarci in ugual modo per il semplice fatto di fare riferimento alla solitudine che ogni uomo vive nel momento in cui usa la sua mente: siamo soli nei nostri pensieri e siamo soli anche nei nostri sogni. L'unica vera solitudine è quella della mente. (eremiti sull' Everest a parte)

Per concludere non posso fare altro che invitarvi caldamente a visitare i loro siti internet per sapere di più sulle loro opere. Non mancate di farci sapere cosa ne pensate..

Buona serata a tutti.

A.A.

Http://www.pinodeodato.it
http://www.alicecolombo.com

Nessun commento:

Posta un commento