sabato 12 gennaio 2013

Gli esclusi

Perchè gli esclusi?
Dopo la pubblicazione della nostra classifica, mi sono venute in mente altre mostre che abbiamo visto durante quest'anno, perciò, perchè non parlarne?
Mi sento profondamente svampita per essermele dimenticate, ma questo conferma la brillantezza della nostra idea di fare un blog anche per ricordarci di quello che abbiamo visto e pensato. 
Quindi ecco un breve elenco di mostre che abbiamo visto e ci siamo dimenticate di scrivere e  che avrebbero assolutamente meritato una menzione: 

Prima fra tutti Marlene Dumas alla fondazione Stelline, Milano. 
Aperta nel marzo scorso e chiusa in giugno. Poche opere, scelte, ma di sicuro indicative della sua produzione e dei suoi anni Milanesi, non aggiungerla alla classifica è stato un errore assolutamente imperdonabile.

Poi senza ombra di dubbio la mostra di Achille Bonito Oliva sulla Transavanguardia a Palazzo Reale, Milano. Dimenticarsene è quasi un peccato mortale, lo so, chiedo umilmente venia. Per chi pensa che sia stato l'ultimo movimento italiano significativo e anche per chi pensa che la Transavanguardia sia stata una clamorosa svista della storia dell'arte, questa mostra ha segnato la primavera culturale Milanese.

E come dimenticarsi di Bill Viola a Villa Panza, Varese? Premetto che è vero, io non sono molto amante della videoarte e ho anche alcuni problemi a capirla talvolta, ma non posso non ammettere che è stato un evento unico e incredibile per la città di Varese e per un polo come Villa Panza, dove la collezione permanente ha fatto da cornice a questo grande artista.

E a confronto con la mostra di Picasso, c'era anche quella di Jurgen Teller di cui parlare! Fotografo contemporaneo, la cui esposizione acquistava rilievo poichè curata da Francesco Bonami. A questo proposito ho trovato un video di rai5, come sempre, molto interessante e che  consiglio caldamente a chi se la fosse persa!
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-99292f08-d212-4513-9f34-073381e11b2e.html

Nonostante avessimo detto di non voler parlare di mostre straniere,in questa rassegna sul 2012 non posso non fare presente la personale di Mona Hatoum alla Fondazione Joan Mirò di Barcellona che personalmente ho molto apprezzato.

Per concludere questa rassegna di mostre escluse dalla nostra classifica ma che per importanza dell'artista/della corrente/del curatore avrebbero dovuto esserci, voglio sottoporvi come spunto di riflessione la quantità gigantesca di mostre che vengono fatte in Italia. Questa enorme quantità risponde alle esigenze di una popolazione così assetata di cultura? Come è possibile che tutte queste mostre  guadagnino a sufficienza per coprire i loro costi di produzione se il 90% delle persone che conosco, ad esempio, non vede neanche una mostra all'anno? Sono le mostre a essere troppe  o è il pubblico a essere poco? 

Avevo aperto il blog volendo scrivere di quando andai a vedere McCurry a Genova e invece lo chiudo lasciandovi con un lungo articolo e molte domande a cui non mi so dare una risposta. Alla prossima!



mercoledì 9 gennaio 2013

La nostra personalissima Top 10

Ed ecco la taaanto attesa classifica delle mostre temporanee che abbiamo visto nell'ultimo anno. 
La classifica è stata fatta in base a quanto la mostra in sé ci piacque dal punto di vista:

  1. Contenuti ( che banalmente ma che con convinzione giudichiamo con un "mi piace, non mi piace" ).
  2. COSTO DEL BIGLIETTO ( retaggi genovesi ).
  3. Dell'allestimento ( adoriamo le intelligenti didascalie sotto ogni opera e luci che permettano di vedere decentemente ).
  4. Dei servizi [ guardaroba, servizi igienici ( da non sottovalutare, mai ), volantini gratuiti con una minima spiegazione e magari mappa dell'ambiente ].
  5. Cataloghi economicamente accessibili e sacrosante cartoline


Ebbene:

  1. Steve McCurry, Viaggio intorno all'uomo, Palazzo Ducale, Genova
  2. Robert Mapplethrope, Robert Mapplethrope, Fondazione FORMA, Milano
  3. Robert Capa, Robert Capa, Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, Verona. Che si picchia al terzo posto anche con Henri Cartier-Bresson, Immagini e parole, Fandango Palazzo Incontro, Roma
  4. Giorgio Morandi, Giorgio Morandi, Museo d'Arte Città di Lugano, Lugano
  5. Autori vari, Una finestra sul mondo, Museo d'Arte Città di Lugano, Lugano
  6. Anselm Kiefer, La mezzaluna fertile, Galleria Lia Rumma, Milano; anche qui a pari merito con la mostra Van Gogh e il viaggio di Gauguin, Palazzo Ducale, Genova
  7. Pablo Picasso, Picasso, Palazzo Reale, Milano
  8. Gianbattista Tiepolo, Dal vecchio e nuovo mondo, Villa Manin di Passariano, Codroipo ( UD )
  9. Joan Miro', Miro'! Poesia e luce, Palazzo Ducale, Genova
  10. Autori vari, Tiziano e la nascita del paesaggio moderno, Palazzo Reale, Milano



Steve McCurry, Viaggio intorno all'uomo
Fatto! Bisogna notare che effettivamente mooolte sono mostre-evento, a cui però cerchiamo di partecipare sempre con l'entusiasmo del turista della Domenica.
Certe mostre non hanno passato la selezione naturale per entrate nella nostra eccelsa top 10 [ come anche quelle viste all'estero, se le avessimo messe sarebbe risultato molto snob ( ma Lugano non è in Svizzera?! ) ], ma noi le ricorderemo comunque con amore. 
Speriamo tanto che il nuovo anno ci porti a sgambettare ( facendoci immancabilmente riprendere dal personale ) in tante e belle mostre da cui imparare e parlarne molto! ( Sì, metto il punto esclamativo, perché ci sentiamo giovani, Pasolini ).
Auguro ai nostri 25 lettori ( ahahah, forse due ) di andare, vedere, assorbire, riempirsi i 5 sensi di tutto ciò che l'Arte potrà comunicarci nel neonato 2013.



giovedì 3 gennaio 2013

Una finestra sul mondo


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Cominciamo?
Cominciamo!
Una finestra sul mondo non è un titolo poetico che potrebbe alludere a questo blog o al blog in generale, ma bensì una mostra molto particolare avente come tema la finestra nella storia dell'arte. Dove? a Lugano dal 16 settembre 2012 al 6 gennaio 2013, quindi se qualcuno è interessato a vederla, si affretti! (e detto così fino ad ora sembra un promo per questa mostra) Quindi, diamo a questo post un senso più narrativo..


Ieri mi sono finalmente decisa ad andare a visitare questa mostra che da molto tempo desideravo vedere. Giunta nella bella Lugano e parcheggiato nei pressi del Museo Cantonale D'Arte(dove avevo letto fosse la mostra) e mi sono recata al suddetto museo dove ho scoperto la particolarità di questa esposizione: unire due istituzioni del territorio (museo Cantonale D'Arte + Museo D'arte di Lugano con sede a Villa Malpensata).


Ovviamente l'esposizione iniziava cronologicamente con la parte di arte moderna a Villa Malpensata , dalla parte opposta del lungo lago, cosi mi armai di vitalità e mi recai li per vederla nel modo corretta .  Decisi di iniziare con l'arte contemporanea, ormai ero li e non sarebbe cambiato molto, mi dissi (o mi disse la pigrizia)(pigrizia beota dato che ci sarei dovuta andare poi comunque dall'altra parte della città).
Con molto sollievo scoprii  che l’esposizione non seguiva un ordine cronologico e che il mio piccolo misunderstanding  non comportò un danno irreparabile alla corretta fruizione. (Giusto per informazione il biglietto cumulativo delle due parti costa 17 euro, che non so quanto sia in chf  al momento poiché non so che cambio mi hanno applicato).

La mostra non segue una logica temporale come già detto ma è suddiviso in capitoli tematici: Un’aperta finestra - Alla finestra- Natura morta e finestra- Interno/esterno, vedute-  Nuove prospettive- Luce e ombre – Griglie- La finestra chiusa – Vedute interiori – Soggetto/Oggetto – Schermi.  I primi 5 si trovavano al museo D’Arte mentre i restanti al Museo Cantonale. 
Ammetto che questa divisione, sulla carta molto netta , nella realtà artistica la trovo difficile da discernersi, sopratutto quando parliamo di capitoli come vedute interiori e soggetto/oggetto ad esempio. 
Premetto che ho fatto il percorso senza audioguida quindi non posso giudicare la fruizione dei visitatori che l'hanno presa; posso parlare della mia e devo dire che è stata piuttosto disorganica. Mi spiego, non seguendo un percorso cronologico, lo spettatore si trovava catapultato un mondo fatto di fotografie, video, installazioni dove è molto facile perdere di vista il tema del capitolo in cui si è e trovarsi a chiedere "perchè questo paesaggio è qua?non era mostra sulle finestre?". E voi direte "se ti prendevi l'audioguida te lo spiegavano perchè" quindi ok è vero, ma l'allestimento di certo non aiuta. A mio modesto giudizio non è stato usato uno dei principali mediatori fra opera e pubblico: bastava cambiare il colore delle stanze invece di propinarci 20 sale di bianco col pavimento in parquet chiaro!è un attimo poi perdersi via e non capire più in che capitolo si è! sopratutto se i titoli di questi sono messi storti sulle porte. 
Ma parliamo dei quadri, che dire? Certo la presenza di grandi nomi rende la mostra una sorta di tempio dove i devoti vagano fra reliquie di ogni santo, e aumenta l’appagamento dopo la lunga strada percorsa. A mio parere un raduno di nomi incredibile.. Da Durer, a Matisse, Achille Funi, Macke, Pierre Bonnard, Claude Monet(si parla di un primo Monet degli anni’70), Balthus (di cui non avevo mai visto niente “dal vivo” e la cui pittura mi ha incantato), Giorgio De Chirico, Max Ernst (Ebbene si c’era proprio Oedipus Rex!), al signor Magritte il cui “La Clef des champs” è stato preso come una delle opere simbolo della mostra,  e poi Piet Mondrian, Delaunay, Richter, Rothko , Daniel Buren, Giulio Paolini, Duchamp, Felix Gonzalez Torres..
Ve li sottopongo come elenco perché rende bene l’idea della mitragliata di nomi famosi a cui il visitatore è sottoposto sebbene  di ognuno di loro era presente una sola opera, ad eccezione di Magritte di cui ve ne erano due , Paolini e Achille Funi. Una mostra con un’altissima componente simbolica dove anche lo spettatore che si è perso e non ci ha capito nulla del filo conduttore ne esce più ricco.
L'opera che ho preferito è stata "La Baccante" di Felix Trutat, che troneggia al centro della sala 4 del museo D'Arte. Quest'opera inserisce in questo lungo discorso sulla finestra quella componente voyeuristica che caratterizza (anche se solo accennata) il capitolo "Alla Finestra" e sui cui si potrebbero scrivere libri e libri e fare una e più mostre a sè. 
In ultimo spendo giusto due parole a parlare del catalogo, bello, fatto bene, ma ragazzi 38 chf.. chi lo compra se la mostra non gli è piaciuta da morire? Perchè non fate anche un libretto con solo le figure delle opere e la didascalia di un prezzo ragionevole di 10 € per chi non può permettersi il catalogo senior di ogni mostra che va a vedere(studenti) o per chi, come me, vuole portarsi a casa in tasca la mostra che ha visto? E lo so che costa fare due prodotti diversi, e lo so che l'innovazione costa, e lo so che non ci sono fondi ma già in molte mostre ci avete tolto anche le cartoline, ora mi volete dire che se non ho 30 euro, non posso fare le foto, mi restano solo gli scarni opuscoli gratis e la mia labile memoria? 
Tra l'altro vi suggerisco quando andate al Museo D'Arte di Lugano di dare un occhiata al bookshop poichè vendono a 5chf i cataloghi delle vecchie mostre passate: sono fatti bene e è un ottimo modo per accrescere la propria libreria e conoscere meglio artisti poco conosciuti anche se la mostra non l'avete vista perchè era del 2003 o del 2006.
Ormai ho scritto un poema e non mi dilungo troppo anche se i nostri lettori sono pari a 0. Avrei ancora molte cose da dire su questa mostra ma non avendo ancora formulato un pensiero concreto su quelle cose ve le risparmio. 

In totale darei un bell'otto come voto complessivo della mostra. 
Buon anno a tutti e alla prossima mostra, se ci sarà e se scriverò ancora!

A.

 http://www.mdam.ch/esposizioni/presentazione.cfm?IdEsposizioni=2230